pandemia

L’11 marzo scorso, il direttore generale dell’OMS, Dr Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha dichiarato che l’epidemia da SARS-Covid19 ha raggiunto dimensioni allarmanti, tanto da poter essere definita una pandemia. Questa denominazione potrebbe spaventare e far credere che ci troviamo davanti ad uno stato di calamità imminente. E’ così? In questo articolo cercheremo di fare chiarezza per capire un po’ i fattori sottostanti la dinamica delle infezioni virali nella della popolazione generale e cosa possa implicare per tutti questo cambiamento terminologico.

Epidemia versus pandemia

Per epidemia (o outbreak, che è la stessa cosa, solo in una zona geografica molto limitata) intendiamo la presenza numericamente eccezionale di uno o più processi morbosi (qualunque essi siano, non solo infettivi), molto simili tra loro e che condividano una o più cause comuni, all’interno di una comunità o regione confinata e suscettibile. Il fatto di essere “numericamente eccezionale” significa che la malattia deve superare la frequenza attesa, in un dato momento, per quella patologia, altrimenti saremmo davanti ad un’ “endemia”. Il raffreddore comune, ad esempio, si ripropone più o meno sempre uguale di anno in anno, per cui non possiamo definirla un’epidemia, perché il numero dei casi che ci si aspetta è grossolanamente sempre lo stesso, posto che non è possibile definire un valore soglia oltre il quale parliamo di epidemia conclamata.

Per pandemia intendiamo un’epidemia che si è diffusa in molte regioni, fino a coinvolgere tutto il mondo, quindi non ha nulla a che vedere con la gravità della malattia.

Per la definizione la WHO usa una scala dedicata, creata in occasione dell’epidemia di H5N1 del 2009-2010, suddivisa in 6 stadi.

Fattori promuoventi l’insorgere delle epidemie

Vi sono numerosissimi fattori in gioco, fittamente intrecciati ed interconnessi, che giustificano l’insorgere di un evento epidemico infettivo; vediamo i più importanti, suddividendoli in base alla pertinenza, cioè se riguardano caratteristiche del virus, della popolazione, della malattia e dell’ambiente.

Fattori legati alla popolazione

  • Suscettibilità: un gruppo di individui che non abbia una qualche immunità persistente nei confronti di un patogeno, come nel caso di SARS-Cov19, sarà alla mercé dello stesso, non potendo promuovere nessuna immunità primaria. In questi casi, l’unico strumento efficace per evitare la malattia è la prevenzione.
  • Immunità precedente: una popolazione composta da individui che abbiano già incontrato un patogeno e per il quale abbiano sviluppato una difesa efficace, come gli anticorpi IgG circolanti o di barriera, potrebbe vedere una circolazione molto bassa dell’agente e quindi un numero di casi molto limitato. Su questo principio si basa il concetto di immunità di gregge, il razionale delle vaccinazioni.

Fattori legati al virus

  • Modalità di trasmissione: la via diretta, cioè quella interpersonale, è la via preferenziale nelle aree densamente popolate, mentre quella indiretta, che si avvale di intermediari, come animali, oggetti, superfici, ecc. può essere determinante in zone poco popolose (ad esempio la malaria, portata dalle zanzare attraverso un protozoo). Tra le vie di trasmissione dirette c’è il contagio per contatto interpersonale (strette di mano, abbracci), fluidi corporei e materiale biologico (saliva, sangue, sperma, secrezioni vaginali, muco, liquor cerebrale, urina, sudore, feci), materiale aereo (emesso con starnuti, colpi di tosse o semplicemente parlando). Uno stesso virus può avere più modalità di contagio, ad esempio SARS-Cov19 si trasmette con le goccioline di Flugge, ma anche attraverso contatti diretti con le persone infette o toccando superfici contaminate.
  • Resistenza all’ambiente e sopravvivenza all’ospite: se un patogeno riesce a rimanere nell’ambiente molto tempo o se può sopravvivere alla morte della persona infettata (come l’Ebola) è più probabile che vi possa essere trasmissione.
  • Contagiosità: un virus che sia contagioso solo durante i sintomi sarà molto meno epidemico di uno capace di trasmettersi anche durante il periodo di incubazione.

Fattori legati alla malattia

  • Letalità: un virus che uccide l’ospite rapidamente ha meno probabilità di essere trasmesso da persona a persona, quindi è meno probabile che diventi epidemico (ad esempio la SARS aveva un tasso di letalità molto più alto rispetto all’attuale SARS-Cov19, quindi ha contagiato molti meno individui)
  • Incubazione : un virus che dia malattia dopo molto tempo dal contagio ha meno probabilità di essere individuato e dunque confinato.

Fattori ambientali e sociali

  • Società in cui si inserisce: una popolazione che possa usufruire di misure preventive mirate (dispositivi di protezione, contenimento degli ammalati, vaccinazioni, sorveglianza, ecc.) avrà una probabilità molto più bassa di sviluppare una grande disseminazione rispetto ad una sprovvista di tali strumenti. Le misure devono essere calibrate alle caratteristiche del patogeno e della malattia, altrimenti non si ottengono risultati tangibili.
  • Istruzione della popolazione: un gruppo di individui che metta in pratica tutte le disposizioni atte a prevenire il contagio sarà molto meno interessata dal virus e ne abbatterà l’R0, ovvero l’indice che stima il numero medio di persone contagiate da un singolo infetto.

Cosa comporterà la pandemia?

Stando alle dichiarazioni del Dr. Tedros:

“ Descrivere la situazione come una pandemia non cambia la valutazione dell’OMS sulla minaccia rappresentata da questo coronavirus. Non cambia ciò che l’OMS sta facendo e non cambia ciò che i paesi dovrebbero fare.”

Ciò significa che la direzione che i principali Paesi colpiti hanno intrapreso è razionale ed utile al contenimento, seppur costituisca un grandissimo sforzo economico e sociale.

Dichiarare pandemia una malattia non è cosa da poco, perché implica una presenza globale e, potenzialmente, diffusioni su vastissima scala, con tutte le conseguenze. Pandemia rappresenta un monito comune, una “sveglia” a tutto il mondo, che faccia capire che la situazione è seria e non va presa sotto gamba.

FONTI| Gordis epidemiology, 6th edition, 2019; Dichiarazioni GD WHO

APPROFONDIMENTI | mappa aggiornata contagi ; articolo CDRAP

Immagine in evidenza | Plague Inc.

Andrea Tagliolini
Sono studente di medicina al 6° anno presso l'Università degli studi di Perugia. Il mio mantra di vita è una frase di Richard Feynman, il noto fisico: "Il primo principio è che non devi ingannare te stesso e te sei la persona più facile da ingannare".