Il modello fisiopatologico comunemente accettato per la malattia d’Alzheimer vede alla base di tutto l’accumulo cerebrale di amiloide, cui seguono la perdita di neuroni e solo alla fine la comparsa di sintomi clinici. Tuttavia in un articolo recentemente apparso su Neurology sembrerebbe possibile rilevare iniziali deficit cognitivi non solo prima di un’evidente neurodegenerazione, ma anche prima dell’accumulo patologico di amiloide.

Obj-SCD: la definizione

Nel continuum tra le performance cognitive di un soggetto sano e quelle di un paziente affetto da demenza vi è un graduale declino che passa attraverso una tappa intermedia definita Mild Cognitive Impairment (o MCI). Col termine MCI si indica una condizione caratterizzata da performance cognitive significativamente inferiori rispetto alla normalità, ma ancora sufficienti a garantire l’autonomia della persona nelle principali attività quotidiane.

Nello studio del declino cognitivo i ricercatori si sono recentemente interessati a una fase ancora più precoce rispetto al Mild Cognitive Impairment, una fase in cui compaiono le così dette Objective Subtle Cognitive Difficulties (o Obj-SCD).

Col termine Obj-SCD si farebbe dunque riferimento a sfumati screzi cognitivi identificabili tramite specifiche analisi neuropsicologiche. Nello specifico, gli autori dello studio per definire le Obj-SCD hanno preso in considerazione non solo se il punteggio totale alle prove neuropsicologiche fosse normale o basso, ma anche il processo con cui tale risultato veniva ottenuto. Vale a dire che nella definizione delle Obj-SCD rientrano sia soggetti con un basso punteggio totale sia soggetti con punteggio totale normale ottenuto però commettendo una serie di errori solitamente non compiuti dai soggetti cognitivamente normali.

Le Obj-SCD come marker di declino cognitivo, accumulo di amiloide e neurodegenerazione

Nello studio apparso su Neurology sono stati inclusi 747 soggetti di cui 305 cognitivamente normali (CN), 153 con Obj-SCD e 289 con MCI. I soggetti sono stati quindi seguiti nel tempo con un follow-up fino a 4 anni durante il quale è stato valutato il declino cognitivo, l’accumulo cerebrale di amiloide e l’atrofia in regioni chiave del cervello.

Dalle analisi è innanzitutto emerso che i soggetti con Obj-SCD hanno un rischio di progredire a MCI quasi 3 volte maggiore rispetto ai soggetti CN (46% vs 16.9%) confermando dunque l’evidenza proveniente da studi precedenti circa il potenziale delle Obj-SCD per l’identificazione precoce di soggetti a rischio di declino cognitivo.

Rispetto alla letteratura precedente in questo studio è stata però presa in considerazione per la prima volta anche l’associazione tra Obj-SCD, accumulo di amiloide e neurodegenerazione.

Un primo dato interessante riguarda la correlazione tra Obj-SCD e neurodegenerazione.

I soggetti con Obj-SCD e MCI durante il follow-up sono andati incontro a una più rapida atrofia della corteccia entorinale rispetto ai soggetti CN. Inoltre, se i soggetti con MCI hanno presentato anche una maggiore rapidità di perdita di volume ippocampale, questo dato non è stato riscontrato nei soggetti con Obj-SCD. Tale dato corroborerebbe l’ipotesi che le Obj-SCD identifichino una fase precocissima della neurodegenerazione, considerando che secondo la classificazione anatomopatologica delle alterazioni caratteristiche della malattia d’Alzheimer la prima sede ad andare incontro ad atrofia è proprio la corteccia entorinale seguita solo in un secondo tempo dall’ippocampo.

Dato ancora più interessante è la correlazione tra le Obj-SCD  e l’accumulo cerebrale di amiloide. Rispetto ai soggetti CN, i soggetti con Obj-SCD sono infatti andati incontro a un più rapido accumulo della proteina amiloide a livello cerebrale, dato confermato anche correggendo per i livelli basali di amiloide cerebrale.

Tale risultato, unito alla mancanza di differenze statisticamente significative per i livelli basali di amiloide tra CN e soggetti con Obj-SCD, suggerisce dunque che le Obj-SCD identificano soggetti che non hanno ancora accumuli patologici di amiloide o che sono in una fase precocissima di accumulo.

I risultati ottenuti sarebbero dunque in netto contrasto con il modello largamente accettato secondo cui le alterazioni cliniche rappresentano l’evento ultimo di una cascata che origina dalla proteina amiloide e passa attraverso la perdita neuronale.

Conclusioni

Le Obj-SCD sembrano rivestire un ruolo importante nella stratificazione dei pazienti a rischio di declino cognitivo, rappresentando un marker sensibile e non invasivo che permette l’identificazione precoce del futuro accumulo cerebrale di amiloide e della perdita neuronale.

Oltre ad avere un evidente risvolto pratico, le Obj-SCD pongono ulteriori domande sulla validità della cascata dell’amiloide come modello sufficiente a spiegare tutti i casi di malattia d’Alzheimer.

Gli autori sottolineano comunque come non si possa escludere l’ipotesi che le Obj-SCD identificano soggetti in cui la deposizione di amiloide procede più in fretta rispetto alla norma, necessitando dunque di futuri studi che analizzino le variazioni di accumulo di amiloide e neurodegenerazione nel passaggio tra CN e Obj-SCD.

Fonti | Studio Neurology

Redazione | Nato il 30/01/1993. Frequento l’Università di Modena e Reggio Emilia, Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia. Il mio campo di interesse sono le neuroscienze. “Better is possible. It does not take genius. It takes intelligence. It takes moral clarity. It takes ingenuity. And above all, it takes a willingness to try" - Atul Gawande.