letteratura

Tutti abbiamo sentito parlare, almeno una volta, di “letteratura scientifica“, abbiamo un’idea precisa e consapevole di cosa sia e perché sia tanto importate, ma soprattutto come interpretarla? In questo articolo cercheremo di dare una risposta, seppur sintetica, a queste domande, andando prima a definire il termine e poi a scavare più a fondo, fino a capire cosa sia un paper scientifico e quali caratteristiche abbia. Pronti?

Un’entità in costante crescita

La letteratura scientifica (e in generale tutte le letterature), non è altro che l’insieme delle conoscenze e idee disponibili, in un dato momento, su tutti gli argomenti speculativi noti all’uomo. Avendo un carattere incrementale e mutevole, può capitare che ciò che è vero oggi potrebbe non esserlo domani o, almeno, potrebbe subire delle modifiche in tempi diversi in base a tanti fattori, tra cui:

  • Interesse per l’argomento da parte della comunità scientifica
  • Qualità degli esperimenti
  • Tempo di revisione
  • Fondi disponibili e qualità dei laboratori

Un esempio molto semplice e noto, potrebbe essere il Sars-COV19: fino a pochi mesi fa sapevamo poco o nulla di questo virus, mentre ora ne conosciamo le caratteristiche, siamo in grado di associarlo a una certa malattia con determinate caratteristiche (anche esse in evoluzione), ipotizzare  schemi terapeutici e profilattici.

Tutto ciò non sarebbe stato possibile senza l’impegno corale di tanti medici e ricercatori i quali, dato il carattere emergenziale della pandemia, si stanno attivamente prodigando nel produrre informazioni valide da divulgare.

Il valore della letteratura

E’ difficile definire con precisione cosa costituisca il “valore” della letteratura, in quanto ogni branca ha una sua visione, non necessariamente utilitaristica: per la medicina, si potrebbe trattare di trovare delle soluzioni efficaci alle malattie fisiche e mentali, per la fisica di capire il mondo che ci circonda e creare delle conoscenze trasferibili alla tecnica, per la climatologia comprendere i cambiamenti climatici o il tempo di domani; ogni scoperta o invenzione dell’uomo assume un diverso significato in base al contesto in cui è inserita, quindi non esiste in letteratura una reale distinzione tra letteratura buona e cattiva, se tutto il tutto viene condotto attraverso i canoni del metodo scientifico.

Il paper: cos’è, come si legge, il problema del “publish or perish”

Con paper (articolo) si intende lo scritto che riassume il lavoro svolto da uno o più ricercatori nel risolvere, riassumere, confutare o confermare una certa questione. Esso deve rispettare alcune caratteristiche basilari e, una volta terminato, deve essere sottoposto alla “peer review“, alla revisione tra pari, nella quale una commissione di esperti in quel determinato campo valida la qualità della ricerca.

Perché un paper possa essere ritenuto corretto, oltre a rispettare i dettami intrinseci del rigore del metodo scientifico (se sperimentale) e/o logico-matematico (se dimostrativo), deve essere anche chiaro da un punto di vista formale e assecondare le regole del “scientific writing“, che prevedono:

  • Titolo e nomi degli autori
  • Parole chiave e classificazione tematica
  • Sommario (abstract): un riassunto della ricerca, focalizzato principalmente sui metodi e sui risultati. Permette di farsi un’idea generale del contenuto dell’articolo, quindi capire se è di interesse o meno.
  • Introduzione: permette di avere una panoramica delle ipotesi iniziali, del problema da affrontare e quali sono gli ostacoli ipotetici da superare per giungere ad una soluzione.
  • Metodi: il cuore dell’articolo e spesso causa di ritrattazione da parte degli autori (vedasi il caso Wakefield). Il metodo è fondamentale e può fare la differenza tra una ricerca buona e una pessima oltre a essere la base dei risultati. Esso deve essere chiaro, scientifico, riproducibile e confutabile. La chiarezza è essenziale perché la base del sistema scientifico sta proprio nella possibilità per chiunque ne abbia la possibilità, di riprodurre gli stessi risultati partendo dalle stesse ipotesi e seguendo gli stessi metodi. Se si verificasse anche un solo caso in cui una di queste condizioni non si verifichino si andrebbe incontro alla confutazione.
  • Risultati: discendono dai metodi e dalle ipotesi iniziali. Servono a confermare o smentire la tesi che si vuole raggiungere.
  • Discussione: riguarda l’interpretazione dei dati, quindi contestualizzano e spiegano i risultati.
  • Conclusioni: riguardano le ipotesi che i ricercatori pongono circa le possibili implicazioni, le eventuali carenze, i problemi ancora irrisolti o nuovi.
  • Riferimenti
  • Riconoscimenti e appendici

E la lettura?

La lettura di un paper può essere condotta in vari modi e dipende dall’argomento e dalle competenze del lettore. In generale, se l’articolo tratta di un certo tipo di sperimentazione si fa molto più riferimento a fenomeni probabilistico-statistici rispetto alle scienze dure (con le dovute eccezioni), quindi per capire a fondo le argomentazioni e i risultati sono necessari dei background tecnici in in questi campi.

Diversi scienziati, in un articolo pubblicato su Science, hanno dato i loro consigli a coloro i quali vogliano o debbano cimentarsi nella lettura per lavoro, passione o semplice curiosità. La maggior parte inizia dall’analizzare l’abstract e il titolo, dopodiché le strade si dividono: alcuni preferiscono andare subito alle conclusioni per capire se sono state raggiunte e come, altri passano in rassegna dall’inizio alla fine lo scritto, altri ancora passano direttamente ai metodi, tutto dipende da quanto si conosca l’argomento in questione.

Importante è porsi le giuste domande, per evitare di leggere passivamente e magari non carpire il senso reale dell’articolo; alcuni esempi potrebbero essere:

  • Qual è il problema che si sta cercando di risolvere?
  • Quali prove supportano questi risultati?
  • Ci sono altri studi in merito?
  • Il campione preso è sufficiente o ci sono dei bias?
  • Ci sono fattori che possono influenzare il risultato?

In sostanza si deve sempre cercare di criticare l’articolo il più possibile e di inserirlo nel più ampio contesto di cui fa parte. In questo senso si muovono gli articoli “review”, che integrano le più recenti conoscenze circa un singolo argomento o aspetto (e.g. il trattamento di una malattia o la sua clinica) e vengono redatti così da semplificare il lavoro a chi cercasse informazioni generali.

Tutto bello, dov’è l’inganno?

Quello dei paper scientifici è un mondo enorme e sono stati scritti libri e pubblicazioni su tutti i possibili problemi che possono affliggere l’oggettività scientifica, dai conflitti di interesse alle peer review scadenti (o peggio, assenti, mai fidarsi!), fino allo strano caso della scarsa pubblicità per i risultati negativi. Uno di questi riguarda il “publish or perish“: il “pubblica o muori” che consiste nella necessità e nell’urgenza di pubblicare un determinato risultato pur di mantenere alta la nomea del ricercatore, del gruppo o del centro di ricerca, nonostante quel risultato possa essere o poco incisivo o addirittura superfluo, ma che essendo positivo può portare fondi ed essere fonte di prestigio. Chiaramente la pressione crescente non va di pari passo con la produzione di un buon lavoro e alle volte si è costretti a risultati mediocri della stessa valenza, per certi aspetti, di quelli molto buoni.

Conclusioni

In questo articolo ho cercato di dare alcuni piccoli spunti che spero possano essere utili, ma la questione è molto più grande di quanto si pensi, perché se è vero che i paper sono la base dello scambio di idee ed informazioni, la loro lettura e corretta interpretazione sono altrettanto importanti. In calce ci sono altri articoli di approfondimento.

FONTI | Articolo Science, infografica Elsevier

ALTRE LETTURE | articolo Huffpost

Andrea Tagliolini
Sono studente di medicina al 6° anno presso l'Università degli studi di Perugia. Il mio mantra di vita è una frase di Richard Feynman, il noto fisico: "Il primo principio è che non devi ingannare te stesso e te sei la persona più facile da ingannare".