Con gli Smartwatch è l’ora di rivoluzionare la medicina

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Dall’avvento dei primi smartphone la tecnologia è diventata sempre più pervasiva e incorporata in oggetti di vita quotidiana come orologi, anelli, occhiali. Di pari passo è aumentata la dotazione di sensoristica che permette ormai di monitorare un’enorme quantità di variabili (frequenza cardiaca, temperatura, ECG, etc.).

Gli smartwatch hanno senza dubbio dato una spinta in avanti verso la possibilità di un monitoraggio continuo, non invasivo e in condizioni di vita quotidiana dei pazienti ed era inevitabile che la ricerca medica si interessasse alle applicazioni di tale tecnologia.

Per capire bene l’enorme potenzialità offerta da questi strumenti diamo un’occhiata alla tecnologia di cui sono dotati e in che modo possa essere utilizzata. I sensori principali che ritroviamo in uno smartwatch sono accelerometro, giroscopio e rilevatore di frequenza cardiaca.

Accelerometro e giroscopio

Questi due strumenti, accoppiati a un software che sia in grado di analizzarne i dati, sono alla base della stragrande maggioranza delle funzioni svolte quotidianamente dallo smartwatch (conteggio dei passi, rilevazione e monitoraggio dell’attività fisica e del sonno, etc.) e permettono di analizzare, in maniera quasi continua, i movimenti della persona che lo indossa.

L’analisi avanzata dei dati di accelerometro e giroscopio, tuttavia, permette di riconoscere, ad esempio, se un paziente con Malattia di Parkinson ha tremore per capire se la terapia antiparkinsoniana sta avendo effetto.

Smartwatch
Fonte | Global Kinetics Corporation

Ancora, tali dati permettono di riconoscere se un paziente affetto da epilessia sta avendo una crisi allertando così i soccorsi o il neurologo curante.

Con analisi ulteriori, possono essere estrapolati dati sul cammino e sull’equilibrio del paziente. Ciò permette di valutare se un paziente anziano o affetto da una malattia neurodegenerativa sia a rischio di cadute o di valutare la ripresa a camminare di un paziente sottoposto a intervento ortopedico.

Bussola magnetica e GPS

Associando ai dati di movimento quelli della bussola magnetica e del GPS è possibile rilevare la posizione del paziente, opzione utile in caso di pazienti affetti da demenza per prevenire che tali pazienti si perdano senza saper ritrovare la strada di casa.

Sensore di rilevazione della frequenza cardiaca e pulsossimetro

L’analisi della frequenza cardiaca e della sua variazione fornisce un’enorme quantità di informazioni. Ciò può essere applicato dal semplice follow-up domiciliare dei pazienti affetti da patologiche cardiologiche fino al riconoscimento di alcune forme di aritmia cardiaca.

Ancora, in alcune patologie neurologiche con alterazioni del sistema nervoso autonomo, la frequenza cardiaca risulta instabile e pertanto la sua analisi permette di individuare precocemente pazienti a rischio di complicanze aritmiche.

Inoltre, il sensore di frequenza può essere associato ad un pulsossimetro che quindi permette di valutare il livello di ossigenazione del sangue e di monitorare più strettamente pazienti affetti da patologie cardiache croniche o malattie respiratorie.

Infine, si sta affacciando una piccola rivoluzione in ambito aritmologico e neurovascolare, grazie alla possibilità di alcuni device di effettuare una vera analisi del tracciato ECG. Questo permette un monitoraggio esteso, quotidiano e continuo di pazienti affetti da aritmie cardiache. Il vero interesse, tuttavia, è nato per la possibilità di riconoscere gli episodi di fibrillazione atriale e di giungere precocemente a diagnosi, riducendo il rischio che pazienti fibrillanti non diagnosticati possano sviluppare un ictus a causa di tale patologia.

Per concludere, le applicazioni degli smartwatch e della loro sensoristica è estesissima e varia molto anche in base agli sviluppi di software e algoritmi di machine learning utilizzati per analizzare l’enorme mole di dati continuamente fornita.

Questo è il primo articolo di una rubrica che tratterà di nuove tecnologie applicate in ambito medico. Qui abbiamo voluto dare una prima occhiata alle potenzialità di questi strumenti, in alcuni dei prossimi articoli tratteremo più nel dettaglio alcune delle applicazioni descritte.

A cura del Dott. Edoardo Bianchini

Fonti | Studio ParkinsonStudio Smart DevicesStudio ritmo cardiacoStudio epilessiaStudio patologie ortopediche