Due buoni motivi per parlare di nutrizione umana

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Questo è il primo articolo di una nuova rubrica che cercherà di coprire il vasto e trasversale ambito della nutrizione, attraverso articoli di approfondimento, nozioni pratiche e, quando possibile, interviste ad esperti.

Perché una rubrica sulla nutrizione?

Due studi pubblicati su Lancet nel 2019, tra i molteplici presenti in letteratura, sono più che sufficienti per giustificare l’inizio di una rubrica sulla nutrizione.

Il primo studio ha analizzato l’impatto di un’alimentazione scorretta sullo stato di salute e sullo sviluppo di malattie non trasmissibili. Ciò è stato possibile attraverso la raccolta di dati riguardanti l’assunzione di 15 nutrienti e cibi in persone sopra ai 25 anni provenienti da ben 195 paesi diversi.

Il secondo invece ha passato in rassegna 24 studi (di cui 11 condotti in USA, 4 in Europa, 1 in Medio-Oriente, 1 in Africa e 7 nell’ Australasia) che valutavano la conoscenza degli studenti di medicina nel campo dell’educazione alimentare e la loro capacità di fornire consigli basati sull’evidenza scientifica ai potenziali pazienti.

Cosa è emerso dal primo studio?

Lo studio ha in primis dimostrato come in tutto il mondo non vengano rispettate le norme di sana e corretta alimentazione. Tra le principali trasgressioni evidenziate, se pur con differenze tra varie aree del mondo anche per motivi culturali, c’è il consumo di bevande zuccherate, carne rossa e sale di molto superiore alle raccomandazioni.

Per quanto riguarda invece lo stato di salute, misurato in termini di mortalità e DALY’s (numero di anni persi a causa della malattia), lo studio ha mostrato come nel 2017 la scorretta alimentazione abbia causato ben 11 milioni di morti e la perdita di 255 milioni di anni in buona salute. Di cui, circa 10 milioni di morti sono state causate da patologie cardiovascolari, poco meno di un milione da tumori e circa 300,000 collegate al diabete mellito di tipo 2.

Questo studioci permette quindi di capire quanto forte sia l’impatto di una dieta non ottimale sulla mortalità e morbilità delle patologie non trasmissibili.

…e dal secondo studio?

Il secondo studio invece ha mostrato come gli studenti di medicina, quindi i futuri medici, non siano adeguatamente preparati in ambito nutrizionale. Nella maggior parte dei casi le nozioni ottenute non vanno oltre le principali regole di corretta alimentazione, nonostante la volontà degli studenti di sviluppare conoscenze e skills in tale ambito. Sono infatti gli stessi studenti a ritenere le loro conoscenze scarse.

Ovviamente questo ci fa comprendere come la scarsità di nozioni relative alla nutrizione nell’istruzione medica rappresenti un grosso ostacolo sulla capacità dei medici di offrire indicazioni ottimali ai loro pazienti.

A tal proposito, la Società Europea di Nutrizione Clinica e Metabolismo (ESPEN) ha creato il progetto NEMS (Nutrition Education in Medical Schools) e ha formato un gruppo di lavoro per identificare un livello minimo di conoscenze in nutrizione che ci si auspica essere presente nei curricula dei medici europei. Il “Manifesto per l’implementazione dell’educazione nutrizionale”, rilasciato ad inizio 2020 da ESPEN-NEMS, per l’appunto, prevede che gli studenti ricevano informazioni obbligatorie sulla nutrizione umana nei suoi tre diversi settori: nutrizione di base, nutrizione clinica, e nutrizione applicata o di sanità pubblica.

Solo due motivazioni?

In realtà, sul perché sia importante promuovere le conoscenze in ambito nutrizionale e sul perché sia importante promuovere una sana e corretta alimentazione, si potrebbe scrivere molto altro ma questo lo faremo, speriamo nel miglior modo possibile, nei prossimi articoli della rubrica. Stay tuned!

Fonti| 1)The Lancet 2) Manifesto ESPEN

Salvatore Fasano
Autore | Impossibilitato ad avere 7 vite come i gatti, cerco di viverne più di una nella stessa. Dopo il diploma di sassofono e la laurea in Dietistica mi ritrovo laureato in Medicina e Chirurgia presso l'Università "La Sapienza" di Roma. Durante le ore d'aria pratico sport e divoro libri e serie tv.