Febbre nei bambini sotto i 3 anni: come comportarsi?

1089

Spesso bambini di età inferiore ai 3 anni giungono all’attenzione del pediatra di famiglia o del medico di pronto soccorso per la comparsa di febbre: alcuni di questi hanno evidenti focolai infettivi (e.g. infezione delle alte vie respiratorie, otite media, gastroenterite) mentre un 20% circa si presenta con febbre apparentemente sine causa. Come comportarsi di fronte a uno scenario tanto comune?

A quale tipologia di paziente si fa riferimento?

Lattante sotto i tre anni con temperatura > o = 38°C o un bambino di età superiore con temperatura > 39°C, senza altri segni o sintomi clinici di malattia, che possiamo definire a basso rischio clinico. È bene ricordare che nella valutazione del grado di rischio rientra sempre l’affidabilità della famiglia del piccolo e la capacità di attenersi alle regole del medico di famiglia.

Gestione differente a seconda dell’età

Possiamo dividere i piccoli pazienti in 3 categorie di età:

  • Neonati (dalla nascita ai 28 giorni)
  • Lattanti (dai 29 ai 90 giorni)
  • Young children (dai 3 ai 36 mesi)

Come misuriamo la febbre?

Nei bambini fino a 4 settimane di vita è raccomandata la misurazione ascellare della temperatura tramite termometri elettronici. Oltre le 4 settimane di vita, in ambiente ospedaliero e ambulatoriale, può essere effettuata la misurazione della temperatura ascellare con termometri digitali o con termometri a infrarossi (timpanici o a distanza).

Cosa valutare?

È essenziale un’attenta valutazione del piccolo paziente prestando attenzione in primis a:

  • parametri vitali (FC, FR, saturimetria, temperatura corporea);
  • condizioni generali (Alert Verbal Pain Unresponsive) e comportamento (irritabilità, pianto, consolabilità)
  • stato di idratazione (tempo di refill, turgore cutaneo, estremità fredde ecc.)
  • esame obiettivo generale (N.B. spogliare sempre il bambino!)

Tali osservazioni possono essere tradotte in un utile score, lo Yale Observation Scale: se inferiore a 10 il rischio di infezione batterica grave è basso, se è invece uguale o superiore a 16 il rischio è elevato.

 

Utile inoltre anche il cosiddetto “traffic light system” della NICE.

Casi particolari

I lattanti con meno di 1 mese di vita possono acquisire patogeni in comunità, ma possono anche manifestare tardivamente malattie batteriche o infezioni da herpes simplex acquisite in epoca perinatale.

I lattanti con meno di 3 mesi di vita mostrano scarsi segni di infezione, rendendo spesso difficile la distinzione tra infezioni batteriche gravi ed infezioni virali autolimitanti. Per cui la febbre in questi pazienti dovrebbe sempre suggerire la possibilità di una malattia batterica grave.

Qual è dunque il management e quando è necessario ricoverare il bambino?

 

  • età < 1 mese (ricovero in ogni caso! I bambini tra 0 e 28 giorni sono maggiormente predisposti a infezioni gravi e il loro stato può deteriorarsi rapidamente)
  • età 1-3 mesi con GB <5.000/mmc o >15.000/mmc
  • stato tossico
  • genitori poco affidabili
  • necessità di eseguire esami laboratoristici/strumentali eseguibili soli in ospedale

In ogni caso vanno utilizzati gli antipiretici per migliorare le condizoni generali del bambino. Si può scegliere tra paracetamolo e ibuprofene e questi possono essere alternati nel caso in cui la febbre risalga prima che possa essere somministrata la dose successiva del farmaco utilizzato (rispettando il corretto intervallo di tempo tra le somministrazioni di ciascun farmaco). Non sono raccomandate invece le misure fisiche di raffreddamento.

Fonti | NICEAnn Emerg MedNelson – Textbook of Pediatrics 21th edition

Matteo Ferrari
Sono un Junior Doctor all'University Hospital of Southampton, laureato all'università di Bologna. Ho un particolare interesse in Anestesia e Rianimazione.