Il potassio (dal latino scientifico potassium) è un elemento chimico con numero atomico 19. Il suo simbolo è K e deriva dall’iniziale del nome latino kalium.

È un metallo alcalino tenero, bianco-argenteo che si trova in natura combinato con altri elementi sia nell’acqua di mare sia in molti minerali. Si ossida rapidamente all’aria ed è molto reattivo, specie con l’acqua. Si tratta di un elemento facilmente infiammabile e corrosivo.

 

Nel corpo umano

Nell’organismo il potassio si trova sotto forma di ione positivo K+ ed è lo ione inorganico più abbondante all’interno delle cellule.

Regola l’eccitabilità neuromuscolare, la ritmicità del cuore, l’equilibrio acido-base e molto altro.

L’assorbimento avviene passivamente nel duodeno e nel digiuno, mentre l’eliminazione avviene attraverso i reni.

La concentrazione di ioni K+ nel sangue e nelle cellule è regolata in maniera da avere fluttuazioni minime, dato che concentrazioni troppo alte (iperkaliemia/iperpotassiemia) o troppo basse (ipokaliemia/ipopotassemia) possono avere ripercussioni gravi su cuore e sistema nervoso.

La pompa sodio-potassio, detta anche pompa Na+/K+ ATP-dipendente, è un enzima che si trova nella membrana delle cellule. Permette di trasportare contro gradiente di concentrazione tre ioni di Na+ verso l’ambiente extracellulare e due ioni di K+ verso l’ambiente intracellulare sfruttando l’energia derivante dall’idrolisi dell’adenosintrifosfato (ATP). La concentrazione del sodio è molto più alta all’esterno della cellula, mentre la concentrazione del potassio è dalle 10 alle 14 volte maggiore all’interno. La pompa Na+/K+ usa ¼ dell’energia totale della maggior parte delle cellule e addirittura i ¾ per i neuroni, a sottolineare l’importanza del mantenimento di livelli regolari di sodio e potassio nel corpo umano.

Iperkaliemia

L’iperpotassiemia è definita come un livello di potassio > 5,5 mEq/L, diventando grave sopra i 7,0.

L’aumento del K è causata di solito da ridotta escrezione renale o da uno spostamento abnorme al di fuori delle cellule.

In genere ci sono molti fattori che contribuiscono contemporaneamente, tra cui un maggiore apporto alimentare, farmaci che ne alterano l’escrezione renale, un danno renale acuto o malattie renali croniche. L’iperkaliemia si può verificare anche in acidosi metabolica e chetoacidosi diabetica.

Le manifestazioni cliniche sono generalmente neuromuscolari, determinando debolezza muscolare e tossicità cardiaca, riducendo l’eccitabilità del miocardio, con depressione sia dei tessuti pacemaker che conduttori, e, se grave, può degenerare in fibrillazione ventricolare o asistolia.

ECG

Effetti dell’iperpotassiemia sull’ECG (in ordine di comparsa):

  • Onde T con appuntite (di solito il primo segno di iperpotassiemia)
  • Onda P allargata e appiattita, fino alla scomparsa
  • Prolungamento del tratto PR
  • Prolungamento del QRS
  • Blocco AV di alto grado e blocchi di conduzione (blocchi di branca, blocchi fascicolari)
  • Bradicardia sinusale o FA lenta
  • Sviluppo dell’aspetto di un’onda sinusoidale (ritmo pre-terminale)
  • Arresto cardiaco

Trattamento

  • 10 unità di insulina, somministrata simultaneamente a un’infusione rapida di 50 mL di glucosio al 50%. L’ insulina promuove l’ingresso di potassio nelle cellule; alti livelli di insulina, quindi, diminuiscono la concentrazione sierica di K.
  • 10-20 mL di calcio gluconato al 10%. Il calcio antagonizza gli effetti dell’iperkaliemia sul muscolo cardiaco con un effetto “cardio-protettore”.
  • Dose elevata di beta2-agonisti per inalazione.
  • Sodio bicarbonato (NaHCO3) (controverso)
  • Polistirene solfonato di sodio per rimuovere il potassio tramite il tratto gastrointestinale.
  • Emodialisi deve essere intrapresa subito dopo le misure di emergenza nei pazienti con insufficienza renale o se il trattamento di emergenza risulta inefficace. La dialisi deve essere considerata precocemente in pazienti con malattia renale in stadio terminale e iperkaliemia, perché essi hanno un rischio aumentato di progressione verso un’iperkaliemia più grave e gravi aritmie cardiache. La dialisi peritoneale è piuttosto inefficace nel rimuovere davvero il K.

Ipokaliemia

L’ipopotassiemia è definita come un livello di potassio < 3,5 mEq/L, diventando grave sotto i 2,5.

È causata da un deficit dei depositi corporei totali di K o da un suo spostamento abnorme all’interno del compartimento intracellulare. La causa più frequente è la perdita eccessiva dai reni o dal tratto gastrointestinale.

I segni clinici includono debolezza muscolare, crampi, fascicolazioni, ileo paralitico, vomito e quando l’ipokaliemia è grave, ipoventilazione e ipotensione.

ECG

Effetti dell’ipopotassiemia sull’ECG (in ordine di comparsa):

  • Onda P ampia e allargata
  • Prolungamento dell’intervallo PR
  • Appiattimento e inversione dell’onda T
  • Depressione ST
  • Onde U prominenti (meglio visibili nelle derivazioni precordiali)
  • Intervallo QT lungo apparente dovuto alla fusione delle onde T e U (= intervallo QU lungo)
  • Ectopie sopraventricolari e ventricolari frequenti
  • Tachiaritmie sopraventricolari: FA, flutter atriale, tachicardia atriale
  • Aritmie ventricolari: torsione di punta, tachicardia e fibrillazione ventricolare
  • Arresto cardiaco

Trattamento

  • Supplementazione orale di K
  • Supplementazione endovena di K in caso di grave iperkaliemia

 

Fonti | health.harvard, msdmanuals,

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Matteo Ferrari
Sono un Junior Doctor all'University Hospital of Southampton, laureato all'università di Bologna. Ho un particolare interesse in Anestesia e Rianimazione.